Cenerentola e il Principe, vissero davvero felici e contenti? 5 miti sull’amore che complicano la vita di coppia

Da Cenerentola ho imparato che lei e il Principe vissero felici e contenti.

Quello che nessuno mi ha mai raccontato è che cosa abbiano fatto, concretamente, per riuscirci.

Hanno mai litigato perché uno voleva uscire e l’altro stare a casa?
Il Principe lasciava le calze in giro?
Cenerentola ogni tanto aveva voglia di stare da sola?
Si sono mai guardati pensando: “Ma come faccio a spiegarti una cosa così semplice senza finire per discutere?”

Le fiabe hanno sempre avuto un piccolo problema: finiscono proprio nel punto in cui comincia la parte interessante.

Così, forse anche per questo, ho studiato psicologia e pedagogia.

Ho imparato molto sulle relazioni, sulle emozioni, sui bisogni, sulla comunicazione. Ma per molto tempo una parte di tutto questo è rimasta, inevitabilmente, teoria.

Quello che ha fatto davvero la differenza l’ho imparato anche altrove: nella relazione con mio marito che dura da 45 anni.

No, non abbiamo scoperto la formula magica per non litigare, non deluderci o essere sempre d’accordo, ma abbiamo scelto di esserci anche nei momenti più complicati, senza cercare di annularli.

Abbiamo imparato, e continuiamo a imparare, che una relazione può essere solida anche quando le cose non vanno come vorresti.

Questo è il punto dove molte idee romantiche sull’amore cominciano a mostrare qualche crepa.

Cinque miti che, nella vita reale, vale la pena rivedere.

1. «Se siamo la coppia giusta, vivremo felici e contenti»

No. Anche le coppie che si amano litigano, passano momenti di insoddisfazione, e a volte sono scoraggiate.

Ci sono giornate in cui non ci si capisce, periodi in cui ci si sente lontani, argomenti sui quali si hanno posizioni completamente diverse, di cui è difficile parlare.

A volte uno ha bisogno di vicinanza proprio quando l’altro vorrebbe essere lasciato in pace.

Mentre tu dici: “Possiamo parlarne?”

l’altro pensa: “Ti prego, non adesso.”

Uno vorrebbe partire per il weekend. L’altro sogna soltanto divano e silenzio.

E in quei momenti può insinuarsi un pensiero molto pericoloso:

“Se fossimo davvero compatibili, non sarebbe così difficile.”

Il conflitto, da solo, non significa che una relazione non funzioni.

La ricerca sulle coppie mostra da tempo che persino disaccordo e rabbia non sono automaticamente predittori della fine di una relazione. Ciò che conta davvero è:

come la coppia attraversa il conflitto, come recupera dopo e che cosa accade nella relazione oltre il momento di scontro.

Il problema, quindi, non è:

“Come facciamo a non avere mai conflitti?”

ma: “Che cosa facciamo quando il conflitto arriva?”

Cosa puoi scegliere con CRE-Azione

per crescere insieme come coppia

La prossima volta che vivete un momento di divergenza, prova a sostituire:

“Ecco, siamo di nuovo al punto di prima.” con:

“Abbiamo due posizioni diverse. Vediamo che cosa sta

cercando di proteggere ciascuno di noi.”

È una sfumatura, che può sembrare insignificante, in realtà cambia l'approccio, cambia l'energia e apre lo spazio al vero dialogo; non siete più due avversari che devono stabilire chi ha ragione, siete due persone che cercano di capire che cosa sta succedendo tra loro.

2. «Se c’è amore, basta quello»

Mi piacerebbe fosse vero... L’amore è importantissimo.

Ma quando la vita diventa complessa, lavoro, figli, stanchezza, soldi, famiglie, sessualità, salute, cambiamenti, responsabilità, sentirsi innamorati non basta per sapere che cosa fare.

Immagina la vostra coppia, siete due persone che si amano eppure può capitare che una vuole rallentare, avere più tempo per sé e una vita più tranquilla, l’altra vuole costruire, viaggiare, iniziare nuovi progetti.

Nessuna delle due ama meno, ma se ognuno tira la relazione nella propria direzione, presto o tardi cominceranno a sentirsi uno contro l’altro, è qui che una coppia deve diventare qualcosa di più di due persone che si vogliono bene.

Deve diventare anche una squadra.

Non significa avere gli stessi desideri, e nemmeno trovare un compromesso, ma significa avere la capacità di chiedersi:

“Qual è la direzione che vogliamo dare insieme alla nostra relazione?”

Gli studi sulla coordinazione degli obiettivi nelle coppie mostrano qualcosa di interessante: comunicazione, cooperazione e sostegno reciproco nel perseguire obiettivi significativi sono associati a un miglior progresso verso quegli obiettivi e, nel tempo, anche a maggiore soddisfazione di vita.

Non è necessario desiderare esattamente le stesse cose, ma scegliere dove stiamo andando insieme.

Cosa puoi scegliere con CRE-Azione

per crescere insieme come coppia

C'è una domanda che raramente le coppie si fanno quando le cose vanno bene: “Che cosa vogliamo proteggere e costruire nella nostra relazione nei prossimi anni?”

Non solo “cosa voglio io”, “cosa vuoi tu”, ma cosa vogliamo noi.

Potrebbero emergere valori come: serenità, libertà, complicità, sicurezza, avventura, famiglia, intimità, crescita. Quello diventa un orientamento.

Poi serve anche dare una forma, e definire: quali gesti, comportamenti, situazioni per me rappresentano quel valore?

E quando arriva una decisione difficile, invece di chiedervi soltanto “chi ha ragione?”, potrete chiedervi:

“Quale scelta ci avvicina maggiormente alla relazione che incarna i nostri valori e che vogliamo vivere insieme?”

3. «Per stare insieme bisogna fare compromessi»

Questa è una delle frasi che abbiamo sentito più spesso, e per molto tempo anch’io l’ho considerata quasi una verità da seguire, poi ho cominciato a chiedermi: ma il compromesso rende davvero soddisfatti?

Tu vuoi andare al cinema. Io voglio andare a ballare.

Troviamo una soluzione equa: oggi cinema, domani ballo.

Perfetto... o forse no, perché oggi potrei essere io a stare lì controvoglia, domani tu.

Oggi sei contento tu, domani sono contenta io.

Ma quando siamo contenti insieme?

Il compromesso può essere utilissimo in molte situazioni pratiche, e non è mio intento demonizzarlo, non avrebbe senso .

Il problema nasce quando diventa l’unico modo che conosciamo per affrontare le differenze, perché in quel caso la relazione rischia di trasformarsi in una contabilità delle rinunce:

“Questa volta ho ceduto io.”

“L’altra volta avevi deciso tu.”

“Faccio sempre quello che vuoi.”

E prima o poi arriva il conto.

Una prospettiva diversa consiste nel non partire immediatamente dalle soluzioni. Prima cerchiamo di capire che cosa vogliamo ottenere, quale bisogno c'è dentro la richiesta.

Tu vuoi andare a ballare perché hai bisogno di movimento, leggerezza e persone, io voglio andare al cinema perché desidero uscire insieme ma voglio qualcosa di tranquillo.

A quel punto abbiamo molte più possibilità di “cinema oppure ballo”: possiamo cercare qualcosa che tenga conto di entrambi.


Nella matematica della coppia 1 + 1 = 3


Qui entra in gioco un altro elemento fondamentale che poche volte viene visto, in una coppia non esiste soltanto il NOI.

Esistono tre identità:

IO.
TU.
NOI.

Mantenere uno spazio personale non significa amare meno.

Al contrario, la ricerca sull'autonomia nelle relazioni suggerisce che sentirsi liberi di essere sé stessi, poter scegliere e percepire il partner come rispettoso della propria autonomia sono associati a una migliore qualità e soddisfazione relazionale.

Questo significa poter dire: “Questa sera io vado a ballare con le mie amiche”, senza che l’altro debba necessariamente tradurlo in: “Preferisci loro a me.”

Oppure: “Stasera ho bisogno di stare un po’ per conto mio”,

senza farne automaticamente: “Non vuoi più stare con me.

Lo spazio personale non è il contrario della connessione, può essere proprio ciò che permette a due persone di tornare nella coppia con energia, esperienze, desiderio e qualcosa di nuovo da raccontarsi.

Cosa puoi scegliere con CRE-Azione

per crescere insieme come coppia

Quando vi trovate davanti a due desideri diversi, prima di cercare il compromesso fatevi due domande:

“Che cosa sto cercando davvero attraverso questa soluzione?”

e poi:

“Qual è il nostro obiettivo comune?”

Questo vi permette di passare da: “cinema o ballo?”

a: “come possiamo trascorrere del tempo piacevole insieme rispettando anche il bisogno che ciascuno ha questa sera?”,

questo cambia completamente il numero delle possibilità disponibili.

4. «Se mi ama davvero dovrebbe sapere che cosa voglio»

Questo mito ha probabilmente creato molte più delusioni del mito di Cenerentola.

“Se devo chiederglielo, non vale”, intanto aspetti e speri...

“Dovrebbe sapere che oggi avevo bisogno di lui”, e intanto ti sfacchini la spesa da sola... (e magari la sera ti lamenti)

“Dopo tutti questi anni dovrebbe conoscermi”, e così sorridi davanti all'ennesimo gioiello, quando avresti tanto voluto un nuovo paio di scarpe per correre.

“Possibile che non capisca?”, e continui a lanciare segnali ambigui che creano disorientamento e chiusura.

Il problema è che stiamo chiedendo all’altro una competenza piuttosto sofisticata: leggere la nostra mente, e mentre aspettiamo che ci riesca, spendiamo una quantità enorme di energia cercando di leggere la sua.

Non risponde al messaggio... “È arrabbiato.”

Non propone di uscire... “Non ha più voglia di stare con me.”

Non nota che sono stanca... “Non gli importa.”

Ed è così che la vostra relazione diventa un gioco di interpretazioni.

La ricerca sull’intimità offre un'alternativa molto più interessante: sentirsi compresi, considerati e accolti dal partner, quella che viene definita perceived partner responsiveness (percezione della reattività del partner), è una componente centrale dell’intimità e della qualità delle relazioni, ma questo processo passa anche attraverso la capacità di rivelare all’altro ciò che viviamo, non semplicemente aspettare che lo indovini.

Per questo trovo molto più semplice e maturo stabilire una regola diversa: io mi assumo la responsabilità di raccontarti ciò di cui ho bisogno, tu non sei obbligato ad accontentarmi.

Puoi ascoltare, puoi accogliere, puoi dire no, puoi mettere un limite, e così possiamo continuare a volerci bene anche con le nostre differenze.

Un bisogno espresso non è una pretesa.

Una richiesta non è un ordine.

E un limite non è necessariamente un rifiuto.

Cosa puoi scegliere con CRE-Azione

per crescere insieme come coppia

Prova a intercettare tutte le volte in cui pensi:

“Dovrebbe capirlo.” e quindi chiediti: “…ma gliel’ho detto?”

Impara a trasformare l’aspettativa in una richiesta chiara, e trasforma il rimprovero: “Non hai mai tempo per me” in una richiesta oggettiva e comprensibile: “Mi piacerebbe passare una serata insieme questa settimana. Quando potremmo farlo?”

Lo trovi meno romanticamente telepatico? Forse.

Molto più efficace? Decisamente.

5. «Comunicare è naturale... basta parlare»

Parliamo da quando abbiamo pochi anni, è vero, eppure proprio con la persona che conosciamo meglio possiamo arrivare a dire:

“Non riesco più a farmi capire.”

Perché succede?

Perché parlare e comunicare non sono la stessa cosa.

Io so perfettamente che cosa intendo quando dico: “Fai come vuoi", tu però devi capire se significa:

“Va bene davvero.”

“Va bene, ma sono delusa.”

“Non voglio discuterne.”

“Vediamo se capisci da solo che non mi va affatto bene.”

Buona fortuna.

A questo aggiungiamo tono, storia personale, aspettative, paura del rifiuto, emozioni del momento e tutto ciò che pensiamo di sapere dell’altro, la comunicazione diventa velocemente un gioco di prestigio giocato su un campo minato.

Il paradosso è che più una relazione dura da tempo, più possiamo cadere nella trappola: “Tanto ormai mi conosce.”

La ricerca conferma che comunicazione e soddisfazione di coppia sono correlate, ma il rapporto non è semplicistico: una buona comunicazione non è l’unico ingrediente di una relazione soddisfacente e una buona relazione, a sua volta, facilita una comunicazione migliore.

Per questo nella Comunicazione Orientata non insegno semplicemente a “parlare meglio”, lavoriamo su più aspetti in maniera mirata e precisa:

  • Che cosa voglio comunicare?

  • Che cosa è realmente accaduto e che cosa sto interpretando?

  • Che cosa sento?

  • Qual è il mio obiettivo?

  • C’è uno spazio di ascolto dall’altra parte?

  • Come posso esprimere ciò che conta senza trasformarlo in accusa?

Perché ascolto, comprensione e responsività reciproca sono processi centrali nella costruzione dell’intimità.

Cosa puoi scegliere con CRE-Azione

per crescere insieme come coppia

Prima di affrontare un tema delicato, prova a completare questa frase:

“Quando avremo finito di parlare, vorrei che tra noi…”

Non: “…capisse che ho ragione.”

Ma magari:

…fosse più chiaro cosa è importante per entrambi.”

“…riuscissimo a prendere una decisione.”

“…sapesse che cosa ho vissuto.”

“…trovassimo una soluzione.

Avere una direzione cambia il modo in cui scegli le parole.

Ed è proprio da qui che nasce la Comunicazione Orientata.

Forse Cenerentola aveva semplicemente saltato qualche capitolo.

Dopo 45 anni insieme, non penso che una relazione duri perché due persone siano particolarmente brave a essere sempre felici.

Penso che duri quando, nel tempo, imparano a fare qualcosa di molto più realistico: ritrovarsi.

Dopo una delusione, dopo una differenza, dopo un litigio, dopo aver scoperto, per l’ennesima volta, che l’altro non la pensa esattamente come noi.

Il Metodo CRE-Azione che ho creato e che utilizzo nel lavoro con le coppie, vi permette di sviluppare le competenze che aiutano a riconoscere ciò che accade, regolare ciò che si attiva dentro di voi, comunicarlo e trasformarlo in un’azione che tenga conto delle tre realtà: IO, TU, NOI.

Soffermarsi sulla qualità della comunicazione è il primo passaggio fondamentale di questo processo.
Osservare come comunichi oggi ti permette di riconoscere quando:

  • eviti alcuni argomenti perché temi che finiscano in litigio

  • aspetti che l’altro capisca da solo;

  • dici “non importa” quando invece importa eccome;

  • parti con una richiesta e ti ritrovi a difenderti;

  • oppure hai molto chiaro ciò che senti, ma quando provi a raccontarlo l’altro sente un’accusa.

Per questo ho creato La Mappa della mia comunicazione.

Uno strumento gratuito che ti aiuta a osservare il tuo modo di comunicare, riconoscere dove il dialogo tende a incepparsi e individuare un primo passo concreto su cui lavorare.

👉🏻 QUI la puoi ricevere gratuitamente

E se, dopo aver osservato la tua Mappa, vuoi imparare concretamente a costruire messaggi capaci di dire ciò che conta senza aumentare distanza e difese, il passo successivo è

il workshop Comunicazione Orientata.

Non per trovare “le parole giuste” da recitare, ma per imparare, un passo alla volta, a trasformare la comunicazione da un tentativo di indovinarsi a vicenda in uno spazio più chiaro, autentico e reciproco.

Perché forse il vero “vissero felici e contenti” non significa essere felici sempre, significa avere gli strumenti per continuare a scegliersi anche quando non è tutto semplice.

Scopri il workshop Comunicazione Orientata

👇🏻

Conosciamoci!

Prenota una chiacchierata gratuita: raccontami di te, dei tuoi desideri e delle tue sfide. Insieme possiamo esplorare nuove possibilità per il tuo benessere e la tua crescita.

Scopri quale può essere il nuovo capitolo della tua vita: prenota una sessione gratuita di 30 minuti di coaching e lasciati sorprendere da ciò che potremmo costruire insieme!

Se questo tema ti ha acceso curiosità, o desiderio di approfondimento scrivimi dal modulo qui sotto per domande e informazioni. Se vuoi, possiamo anche fissare un colloquio conoscitivo: capiremo insieme il percorso più adatto a te.

Cosa racconta chi ha fatto un percorso con

Strumenti, ispirazioni e percorsi per la tua crescita personale, il benessere emotivo e la riscoperta del tuo valore autentico..

Iscriviti alla newsletter per ricevere ispirazioni, strumenti pratici e consigli esclusivi: trasforma la tua crescita personale in un’esperienza concreta e continua.

Amo informare unicamente le persone che lo desiderano. Il tuo indirizzo qui è al sicuro e sarà utilizzato con rispetto. In ogni momento avrai la possibilità di annullare la tua iscrizione

Realizzato con ©systeme.io

Privacy Policy | Termini & Condizioni