Hai presente quel momento dell’anno in cui pensi:
“Per fortuna tra poco ci sono le vacanze.”
Finalmente niente sveglia, niente corse, niente scadenze e orari massacranti, niente incastri impossibili, e soprattutto, finalmente un po’ di tempo per voi.
Peccato che le vacanze abbiano un piccolo difetto:
non cancellano quello che è successo prima di partire.
Puoi lasciare a casa il computer, le scadenze e la sveglia delle 6.30, ma ci sono cose che trovano sempre posto in valigia, anche quando ti illudi di non averle messe.
Che tu lo voglia o no, quello che vivi durante tutto l'anno non si cancella magicamente, semplicemente perché sei in vacanza, nemmeno se hai sborsato buona parte dei tuoi risparmi per pagarla. Anzi...
Come rovinarsi le vacanze in tre semplici step
1. Accumula tutto quello che non avete affrontato
Quella discussione rimasta a metà, quella cosa che ti ha tanto ferita, ma ti sei detta: “adesso non è il momento”.
Quel bisogno che ancora continui a sperare che l’altro prima o poi capisca da solo, quella distanza che senti da settimane, ma tra lavoro, figli, impegni e stanchezza non avete mai davvero guardato.
La strategia è semplice: taci, rimanda, fai finta che in fondo non sia così importante, e quando qualcosa ti crea disagio, ripeti quasi come un mantra: “Per fortuna tra poco ci sono le vacanze.”
2. Convinciti che la vacanza risolverà tutto
Questa è la parte più piacevole.
Immagina il mare, la baita in montagna, l’aperitivo sulla terrazza con vista mozzafiato, la cena romantica guardando il tramonto.
Finalmente potrete rilassarvi, finalmente avrete un po' di tempo per voi, finalmente tornerete ad essere quelli di prima.
E sull'onda del sogno ti chiedi perché affrontare proprio adesso quella cosa scomoda? “Lasciamo perdere, teniamo duro, presto saremo in vacanza e staremo meglio.”
Può anche essere vero, il clima della vacanza ci preserva per un po' dalla vita di tutti i giorni, ma non cambia magicamente le dinamiche.
Il problema è che confondiamo lo stare meglio della vacanza perché siamo più rilassati con aver risolto ciò che ci stava allontanando gli altri 355 giorni dell'anno. Non sono la stessa cosa.
3. Aspetta la prima occasione buona
Prepari la valigia, abiti leggeri, perché l'estate è proprio anche questo, una ventata di leggerezza, costume, crema solare.
Un libro che probabilmente non finirai, e magari nemmeno inizierai, tre paia di scarpe di cui ne userai uno.
E senza accorgertene, tra una maglietta e il beauty case, infili anche qualche ospite scomodo:
quel silenzio.
quella delusione.
quel “va bene” che tanto bene non andava.
quella conversazione rimandata.

All’inizio se ne stanno tranquilli, zitti zitti, buoni buoni, ma alla prima occasione, una risposta data male, lui /lei che guarda il telefono mentre gli stai parlando, tu che vorresti fare una cosa, lui un’altra, una battuta apparentemente innocua, ma che arriva come una frecciatina, e improvvisamente non state più scegliendo dove andare a cena, state discutendo di tutto ciò che è rimasto in sospeso e chiede di essere visto e ascoltato.
In pochi minuti tirate fuori tutto quello che avete accumulato prima di partire, magari con gli interessi.
Ti ritrovi nel luogo da sogno dove aspettavi di essere da mesi pensando: “Ma come è possibile che anche qui riusciamo a litigare?” È possibilissimo.
La vacanza cambia il luogo, cambia il contesto, ma non cambia ciò che ci portiamo dentro, non cancella automaticamente le dinamiche della nostra relazione.
Ed ecco la vacanza rovinata in tre semplici step.
Davvero deve per forza andare così?
Dobbiamo passare le vacanze a discutere dei nostri problemi?
Assolutamente no, anzi, trasformare i tanto sognati dieci giorni liberi nel convegno annuale delle cose che non funzionano nella coppia non mi sembra una buona idea..
La vacanza può però offrire qualcosa che durante l’anno spesso manca: tempo, spazio e un sistema nervoso un po’ meno sotto pressione, e questo può renderla un buon momento per guardare insieme una cosa alla volta. Non tutte. Una.
Come possiamo, in vacanza dedicare anche uno spazio per ritrovarci davvero come coppia?
1. Prima di parlare, fate vacanza
Questo per me viene prima di tutto. Arrivate, respirate, sistemate le valigie. Dormite. Nuotate. Camminate. Godetevi ciò che avete in quel momento.
Fate quello che vi fa sentire il corpo che comincia finalmente a rilassarsi, la mente che molla un po’ la presa.
Una conversazione importante affrontata mentre siete ancora entrambi stanchi, irritabili e saturi rischia semplicemente di riprodurre la stessa dinamica che avete lasciato a casa.
Prima ritrovate un po’ di calma. Poi parlate.
2. Date un appuntamento al problema
Non tendete l’agguato all’altro mentre sta gustando un gelato o sorseggiando un cocktail su una terrazza, concordate un momento preciso in cui entrambi sarete disponibili a entrare nel tema scottante, (e qui non basta la crema solare).
Basta un frase semplice come:
“Domani dopo pranzo possiamo fare una passeggiata?
Vorrei parlarti di quella cosa successa prima di partire. Vorrei raccontarti come l’ho vissuta e capire anche il tuo punto di vista.”
E soprattutto definite un argomento su cui focalizzare il dialogo, e poi restate solo su quello, non cedete alla tentazione di aggiungere quell'altra cosa + tua madre + Natale 2019 + il fatto che non svuoti mai la lavastoviglie + il gatto che perde il pelo...
Una sola cosa.
Importante è anche chiarire prima l’intenzione:
“Vorrei capire meglio cosa succede tra noi in questa situazione. Vorrei esprimere un mio dubbio, vorrei poter guardare con te questo problema, per affrontarlo insieme da alleati, non da nemici che si combattono.”
Parlate per ascoltarvi davvero, per entrare nel mondo dell'altro, non per sapere chi ha ragione.
Questo cambia moltissimo, perché non state conversando per stabilire chi vincerà; state cercando un focus comune per vedere qualcosa che, forse, da soli non riuscite a vedere.
3. Restate curiosi fino alla fine
Questa è probabilmente la parte più difficile.
L’altro parla e dentro lo senti arrivare immediatamente: “Sì, però…”
Aspetta, prima di preparare la difesa, ascolta fino in fondo e chiediti:
Che cosa ha vissuto lui/lei?
Che cosa ho vissuto io?
Quale bisogno c’è sotto le nostre posizioni?
Che cosa stiamo cercando di proteggere entrambi?
Non significa dargli ragione, e nemmeno rinunciare al tuo punto di vista, significa provare, per qualche minuto, a smettere di guardare il problema da due lati opposti del tavolo e mettervi uno di fianco all'altra, per esplorare insieme la situazione da più punti di vista.
È con questo movimento che può nascere una terza possibilità, non la mia, non la tua, nostra, che prima nessuno dei due riusciva a vedere.
4. Non pretendete di decidere tutto subito
Una buona conversazione non deve necessariamente finire con:
“Perfetto, abbiamo risolto.”
A volte il risultato più importante è molto più semplice:
“Adesso ho capito una cosa che prima non vedevo.”
Potete anche fermarvi lì, lasciate sedimentare, apritevi a riflessioni ora possibili, e concordate un altro momento preciso per ritornare sul tema:
“Ne riparliamo domani mattina dopo colazione?”
Quando vi ritrovate, non avete più bisogno di ripartire dall'inizio, potete portare nuove riflessioni fatte a partire da due semplici domande:
Che cosa ho visto che prima non vedevo?
Che cosa sento DAVVERO di poter fare diversamente?
Non fate promesse pur di chiudere in fretta la discussione.
Portate una proposta che sia realistica, qualcosa che sentite davvero di poter fare.
Da lì la conversazione può cominciare a diventare vero cambiamento.
5. Non cercate subito la soluzione. Cercate il dialogo.
Sembra un paradosso.
Abbiamo un problema, quindi vogliamo una soluzione, ma quando corriamo troppo velocemente verso la soluzione rischiamo di trovare un compromesso per qualcosa che non abbiamo ancora capito davvero.
Prima di trovare una soluzione, è importante potersi dire:
Adesso capisco meglio perché per te è importante.
Adesso vedo cosa succede a me quando ne parliamo.
Adesso riesco a riconoscere il tuo bisogno senza cancellare il mio.
Da lì può nascere una soluzione molto diversa.
A volte la soluzione non arriva subito, ma nel frattempo siete tornati a parlarvi, e questo vale molto.
E se il mio partner non vuole fare tutto questo?
Questa è una domanda importante.
Quando si parla di relazione di coppia sembra che qualsiasi cambiamento debba necessariamente partire da entrambi nello stesso momento, ma non è sempre così.
Certo, è utile e più semplice quando siete in due, certamente non puoi fare tu il lavoro dell’altro:
Non puoi obbligarlo ad ascoltare.
Non puoi decidere cosa comprenderà.
Non puoi cambiare da sola una relazione a due,
ma puoi osservare che cosa porti tu nella dinamica.
Puoi accorgerti prima che stai per partire con la solita risposta.
Puoi fare una domanda invece di formulare un'accusa.
Puoi riconoscere un tuo bisogno e imparare a esprimerlo.
Puoi scegliere di non affrontare una conversazione importante nel momento peggiore.
Puoi ascoltare con un'intenzione diversa.
E quando entri in una dinamica relazionale con un atteggiamento diverso, hai già introdotto qualcosa che prima non c'era, non sai ancora cosa farà l'altro, ma tu non stai più lasciando andare le cose come vanno, e nemmeno facendo esattamente la stessa cosa.
Forse quest’estate puoi mettere in valigia anche questo ☀️
È proprio con questo spirito che ho creato la Summer Academy.
Per approfittare della lentezza dell'estate e dedicare un po’ di spazio a quelle competenze che spesso ci mancano proprio nel momento in cui servirebbero:

ascoltare davvero e creare le condizioni per essere ascoltati;
dire le cose importanti prima che diventino accumulo;
riconoscere ciò di cui hai bisogno nelle relazioni;
comprendere cosa succede quando un'emozione prende il sopravvento;
ritrovare il dialogo quando qualcosa vi ha allontanati.
La Summer Academy è un videocorso che puoi seguire anche individualmente, con i tuoi tempi, perché non hai bisogno di aspettare che qualcun altro cominci per iniziare tu a osservare il tuo modo di stare nella relazione e sperimentare qualcosa di diverso.
Così, quando preparerai la valigia per tornare a casa, potrai lasciare lì almeno qualcuno di quegli ospiti scomodi, e riportare con te, oltre ai souvenir e a una bella abbronzatura, anche qualcosa di utile per il resto dell'anno:
strumenti concreti da usare anche quando la vacanza sarà finita e ricomincerà la vita vera.

E SE SENTI CHE SIETE ANDATI GIÀ UN PO' OLTRE?
Se leggendo queste righe pensi:
“Bello, ma noi ormai facciamo fatica persino a trovare quello spazio per parlarci”, forse non avete bisogno soltanto di nuovi strumenti da sperimentare in autonomia.
Quando le incomprensioni si sono accumulate, la distanza è diventata difficile da colmare o ogni tentativo di parlarne finisce per riportarvi nello stesso punto, può essere utile farvi accompagnare.
Puoi compilare il modulo di candidatura per un percorso di coppia e raccontarmi brevemente cosa state vivendo.
Vi contatterò personalmente per capire insieme la vostra situazione e valutare se e come posso accompagnarvi a ritrovare uno spazio in cui tornare ad ascoltarvi, comprendervi e costruire qualcosa di diverso insieme.

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