Hai verificato se lo sportello è aperto?

Una delle lamentele più frequenti che ascolto nei miei corsi e incontri di coaching è questa:
“Non mi ascoltano!”


Quante volte hai provato a spiegare qualcosa di importante a una persona cara, a un collega o a un figlio, e ti sei sentita come se parlassi… con uno sportello chiuso?


Le parole cadono nel vuoto, l’altro sembra altrove, non coglie il messaggio, a volte ti interrompe o semplicemente… non risponde.
E tu resti lì, con il senso di frustrazione, impotenza e spesso anche rabbia.

Tendiamo a pensare che la responsabilità sia sempre dell’altro: “Non mi ascolta perché non vuole”, “Non sa ascoltare”, “Non ha sensibilità”.
Ma siamo davvero sicuri che la colpa sia sempre “di chi riceve”?

La metafora dello sportello: un’immagine che illumina

Immagina di voler depositare qualcosa di prezioso – una moneta, un dono, un segreto – a uno sportello.
Se quello sportello è chiuso, puoi anche lasciare il tuo dono davanti alla porta, ma nessuno lo prenderà in custodia.
E se anche qualcuno dovesse trovarlo più tardi, magari non capirà il suo valore, o lo lascerà lì per distrazione.

Oppure, puoi bussare, agitarti, perché a tutti i costi vuoi lasciare il tuo messaggio… ma se lo sportello è chiuso nessuno ti aprirà e nessuno riceverà davvero quello che hai da dare.


Nella comunicazione funziona allo stesso modo: se non verifichi che chi hai davanti sia pronto, disponibile, “aperto” ad ascoltare, il tuo messaggio rischia di andare perso.
Se chi riceve non è davvero disponibile, tutto quello che esce dalla tua bocca rischia di restare fuori, inascoltato, a volte persino travisato.

Saper riconoscere i segnali non verbali di chiusura aiuta a rispettare l'altro e a non forzare il dialogo. Se lo sportello é chiuso, è saggio rimandare la comunicazione a un momento di maggiore apertura e disponibilità.

Perché lo sportello può essere chiuso?

Ci sono tanti motivi per cui una persona, anche la più amorevole o attenta, può avere lo sportello chiuso.
Alcuni tra i più comuni:

  • Stanchezza o stress: una giornata pesante, troppi pensieri, stanchezza fisica o mentale.

  • Emozioni personali: tristezza, rabbia o preoccupazione personali, che rendono difficile ascoltare qualcun altro.

  • Disattenzione o distrazione: mille cose da fare, notifiche, telefoni, ambiente rumoroso.

  • Scarsa priorità: non è chiaro il valore di ciò che vogliamo comunicare, e la persona non percepisce l’urgenza o l’importanza.

  • Paure o difese: alcuni temi “scottanti” possono attivare difese, resistenze o paure di conflitto, di essere giudicati, di dover cambiare idea. (➡️leggi anche "Come affrontare gli argomenti spinosi")

  • Dinamiche relazionali pregresse: se c’è rancore, incomprensioni irrisolte o scarsa fiducia, è più facile che lo sportello si chiuda, in automatico alla minima avvisaglia di confronto.

Cosa succede quando parliamo a uno sportello chiuso?

Le conseguenze sono pesanti, anche se spesso sottovalutate:

  • Le nostre parole restano sospese nell’aria, come pacchi non consegnati.

  • Sperimentiamo frustrazione e senso di impotenza.

  • Spesso si generano incomprensioni, malintesi, o l’altro interpreta il messaggio in modo distorto.

  • Con il tempo possono accumularsi rancore, rabbia, risentimento.

  • Nascono circoli viziosi: chi parla si sente non ascoltato, chi ascolta si sente assediato, e la comunicazione si impoverisce sempre più.

Emotivamente tutto ciò può portare:

  • Senso di solitudine (“non mi capisce nessuno”)

  • Calo dell’autostima (“forse non valgo abbastanza”)

  • Rabbia, chiusura, distanza emotiva

Nella relazione può significare:

  • Distanza, mancanza di fiducia, conflitti silenziosi che si trascinano

  • Difficoltà a condividere temi importanti o a trovare soluzioni comuni

  • Più probabilità che si esploda improvvisamente (la famosa “goccia che fa traboccare il vaso”)

Quanta frustrazione genera la sensazione di parlare a un muro?

Come cambierebbe la tua vita se…?

Ecco allora un semplice accorgimento che può fare la differenza: verificare sempre se lo sportello è aperto.
Significa prendersi cura di ciò che vogliamo comunicare, ma anche dell’altro e della relazione stessa.
Non è rinunciare a parlare, è scegliere il momento e il modo giusto, con rispetto e intelligenza.

Qui ti propongo alcuni accorgimenti, semplici ma molto pratici ed efficaci per favorire l’ascolto:

1. Chiedi la disponibilità all’ascolto
Prima di affrontare un tema importante, chiedi:
– “Hai un momento per ascoltarmi?
– “Posso dirti una cosa che per me è significativa?”
Spesso, la semplice domanda disinnesca tensioni e rende l’altro più ricettivo.

2. Osserva i segnali non verbali
Un viso teso, uno sguardo altrove, gesti nervosi, risposte a monosillabi… sono segnali che forse non è il momento giusto. Meglio aspettare che “spingere”, o peggio prendere a pugni lo sportello chiuso!

3. Comunica il valore del messaggio
Fai capire perché per te è importante. “Per me è qualcosa che conta davvero, mi piacerebbe che tu potessi ascoltarmi fino in fondo”.

4. Accetta la possibilità di rimandare
Se lo sportello è chiuso, meglio rimandare a un altro momento.

Capisco che ora non è il momento, possiamo parlarne più tardi?”. Definire insieme un momento più appropriato è molto utile perché dà una scadenza e un tempo dedicato al tema, e non lascia in sospeso in maniera indefinita. Inoltre permette alla persona di riflettere sul tema e di essere pronto al dialogo.

5. Sii disposto a fare un passo indietro
A volte, la disponibilità nasce proprio quando l’altro percepisce rispetto e comprensione per i suoi tempi.

Quali benefici porta questa attenzione?

  • Riduce conflitti e fraintendimenti: le parole arrivano davvero, il dialogo si fa più autentico.

  • Nutre la fiducia: la persona si sente rispettata nei suoi tempi e nei suoi limiti.

  • Aumenta il valore del messaggio: ciò che hai da dire viene ascoltato e, spesso, ricordato.

  • Protegge la relazione: si costruisce un clima di reciprocità e rispetto, le emozioni negative diminuiscono.

Mini-guida pratica in sintesi

Cinque punti che puoi iniziare a mettere in pratica e vedere gli effetti sulla qualità della tua comunicazione:

  • Chiedi sempre la disponibilità all’ascolto

  • Osserva i segnali non verbali

  • Spiega l’importanza di ciò che vuoi dire

  • Accetta di rimandare se il momento non è giusto

  • Sii disposto a rispettare i tempi dell’altro

Questi sono solo alcuni dei principi della Comunicazione Orientata che si impara nel percorso CRE-Azione Life: un modo nuovo di comunicare che protegge te, il tuo messaggio e la tua relazione.

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Comunicare ciò che ti sta a cuore

Se senti che...

  • Parli ma hai la sensazione che le tue parole cadano nel vuoto

  • Ti arrabbi o ti chiudi quando non ti senti ascoltata

  • Vorresti affrontare temi delicati ma temi di essere fraintesa

  • I tuoi messaggi importanti vengono presi alla leggera o ignorati

  • In famiglia o al lavoro i dialoghi finiscono spesso in discussione

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